itinerari

1) SENTIERO ITALIA CAI: Latronico > Castelsaraceno

Arrivo: Castelsaraceno

PERCORSO ESCURSIONISTICO

Questa tappa del Sentiero Italia CAI non necessità di abilità tecniche particolari. L'impegno è dovuto alla lunghezza del percorso e ai quasi mille metri di dislivello positivo da affrontare. Per questo è un itinerario di media difficoltà adatto a escursionisti esperti con buon allenamento fisico.

L'itinerario

Dalla piazza Umberto I, dopo aver attraversato una parte del paese per strette viuzze, passando per la Pineta Comunale, il percorso prosegue a tratti ripido, fiancheggiando il monte Difesella, fino agli impianti eolici e poi dolcemente fino a località Salicone (o Arenara).

Da qui si sale costantemente fino alla cima Santa Croce (quota 1893), una delle tre cime del Monte Alpi, importante massiccio sul confine nord occidentale del Parco Nazionale del Pollino.

Il primo tratto, fino a sorgente Fontanelle (quota 1165),  su carrareccia, poi  su sentiero passando per la sorgente Gavitoni (quota 1550) e Piana Fiorita, località raggiunta anche da una carrareccia dal versante sud-ovest del Monte Alpi e frequentato dai locali per gite fuori porta.

Da Piana Fiorita si sale tra i faggi presenti fin quasi alla sella di crinale (quota 1835) tra le cime Pizzo Falcone (quota 1900) e Santa Croce, dove si intercetta il sentiero 970, e dove è facile imbattersi nella stagione estiva in mandrie di mucche podoliche in alpeggio. Dalla sella si raggiunge sul crinale roccioso la cima Santa Croce.

Si prosegue sempre sul crinale verso cima Punta del Corvo per immettersi e ridiscendere sul versante orientale del massiccio nella fitta faggeta di Favino fino all’omonimo rifugio (quota 1348) dove è presente una sorgente. Seguendo la segnaletica orizzontale, ci si immetterà su un breve tratto in asfalto e quindi sul “Tratturo Regio” che conduce direttamente nel piccolo borgo di Castelsaraceno, fine tappa.

Dalla piazza Umberto I, dopo aver attraversato una parte del paese per strette viuzze, passando per la Pineta Comunale, il percorso prosegue a tratti ripido, fiancheggiando il monte Difesella, fino agli impianti eolici e poi dolcemente fino a località Salicone (o Arenara).

Da qui si sale costantemente fino alla cima Santa Croce (quota 1893), una delle tre cime del Monte Alpi, importante massiccio sul confine nord occidentale del Parco Nazionale del Pollino.

Il primo tratto, fino a sorgente Fontanelle (quota 1165),  su carrareccia, poi  su sentiero passando per la sorgente Gavitoni (quota 1550) e Piana Fiorita, località raggiunta anche da una carrareccia dal versante sud-ovest del Monte Alpi e frequentato dai locali per gite fuori porta.

Da Piana Fiorita si sale tra i faggi presenti fin quasi alla sella di crinale (quota 1835) tra le cime Pizzo Falcone (quota 1900) e Santa Croce, dove si intercetta il sentiero 970, e dove è facile imbattersi nella stagione estiva in mandrie di mucche podoliche in alpeggio. Dalla sella si raggiunge sul crinale roccioso la cima Santa Croce.

Si prosegue sempre sul crinale verso cima Punta del Corvo per immettersi e ridiscendere sul versante orientale del massiccio nella fitta faggeta di Favino fino all’omonimo rifugio (quota 1348) dove è presente una sorgente. Seguendo la segnaletica orizzontale, ci si immetterà su un breve tratto in asfalto e quindi sul “Tratturo Regio” che conduce direttamente nel piccolo borgo di Castelsaraceno, fine tappa.

per il tuo GPS e Smartphone

traccia GPS

Lunghezza: 15 km

Itinerario con sviluppo medio-lungo

Durata media: 1 giornata

durata media calcolata su tabella CAI

Grado difficoltà: EE

Vedi qui la tabella riportante gli standard internazionali dei gradi di difficoltà escursionistici e alpinistici del percorso.

LEGGI!

Percorso: A > B

Si parte e si arriva ad un altro punto

Quota massima: 1.848 m

Altitudine massima che si raggiunge

Impegno fisico: ELEVATO

Per durata, sviluppo e lunghezza

Elevazione: +1.009 metri

Quantità in metri di sviluppo positivo

Quota partenza: 837 m

Quota alla partenza o quota minima

Partenza: Latronico

Dalla faggeta in località...

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INDICE DIFFICOLTÁ

L’indicazione delle difficoltà è data per facilitare la scelta di un’escursione. Serve in  primo luogo per evitare ad escursionisti e alpinisti di dover affrontare  inaspettatamente passaggi superiori alle loro capacità tecniche e ai loro desideri. Questa  precisazione è utile non soltanto per distinguere il diverso impegno richiesto da un itinerario, ma anche per definire chiaramente il limite tra difficoltà  escursionistiche e  alpinistiche.

T TURISTICO

ltinerari su stradine, mulattiere o larghi
sentieri, con percorsi non lunghi e ben evidenziati che non pongono incertezze o problemi di orientamento.
RICHIEDE una certa conoscenza dell'ambiente montano e preparazione fisica.
E ESCURSIONISTICO

ltinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri di solito con segnalazioni adeguate e lievi pendenze. Nel caso di forti pendii i tratti esposti sono protetti o assicurati; possono avere singoli passaggi su roccia non faticosi, ne esposti, che non richiedono l'uso di equipaggiamento specifico.
RICHIEDE un certo senso dell'orientamento, conoscenza del territorio montano e allenamento alla camminata.
EE ESCURSIONISTICO PER ESPERTI

Si tratta di sentieri generalmente segnalati ma che implicano una capacita di muoversi su terreni particolari (pendii ripidi, pietraie, ecc.). Sentieri o tracce su terreno impervio e infido; passaggi su roccia con lievi difficolta tecniche (singoli passaggi attrezzati con cavo) che non richiedono attrezzatura di autoassicurazione.
RICHIEDE esperienza di montagna, buona conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro, assenza di vertigini.
EEA ESCURSIONISTICO PER ESPERTI CON ATTREZZATURA.

Valgono le stesse indicazioni per la classificazione precedente (EE) con una difficoltà maggiore e la possibilita di percorrere zone motto esposte, vie ferrate o sentieri attrezzati che richiedono attrezzatura di autoassicurazione e relativa conoscenza per l'uso.
RICHIEDE esperienza di montagna, buona conoscenza dell'ambiente alpino, passo sicuro, assenza di vertigini, attrezzatura adeguata per l'autoassicuraziore, relativa pratica e conoscenza delle manovre di sicurezza.
A ALPINISTICO

AF (Facile). È la forma più semplice dell’arrampicata, bisogna già scegliere l’appoggio per i piedi e le mani utilizzano frequentemente gli appigli per mantenere l’equilibrio.

APD (Poco Difficile). Qui inizia l’arrampicata vera e propria, che richiede lo spostamento di un arto per volta e una corretta impostazione dei movimenti. Appigli e appoggi sono ancora numerosi.

AAD (Abbastanza Difficile). La struttura rocciosa, già più ripida o addirittura verticale, offre appigli e appoggi più rari e può già richiedere l’uso della forza.
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