105° Giro d’Italia: nel 2022 la settima tappa torna in Basilicata

di Paolo Borroi – Ph: Markus Spiske, Unsplash

In programma il 13 maggio 2022, con partenza da Diamante ed arrivo, dopo 198 chilometri e ben 4.490 m di dislivello a Potenza. La carovana rosa transiterà in Val d’Agri, accarezzando Castelsaraceno.

La settima tappa del Giro – classificata a 4 stelle – torna a calcare le strade della bella Lucania, attraverserà infatti i territori di Maratea, Trecchina, Lauria, il Monte Sirino, Sarconi, Grumento, Viggiano, Marsicovetere, Calvello, Abriola, Pignola, Sellata con arrivo nel centro del capoluogo di regione da cui i ciclisti e i loro team ripartiranno il giorno successivo.

Descrizione da sito ufficiale Giroditalia.it:Tappa molto mossa attraverso le montagne calabro-lucane con un dislivello complessivo degno di una tappa Dolomitica. L’avvio lungo il mare costituisce l’unica parte pianeggiante o quasi. Dopo Maratea la sequenza di asperità, più o meno impegnative, è ininterrotta. Si scala il passo della Colla che porta a Lauria dove si affronta il Monte Sirino, vecchia conoscenza del Giro che lo ritrova dopo 23 anni. Dopo l’attraversamento di Viggiano si scala la Montagna grande di Viggiano, salita inedita molto impegnativa per giungere a Potenza dopo l’ultima salita della Sellata“.

Altimetria 7° tappa – credit: giroditalia.it

La Basilicata può essere definita un paradiso per gli amanti del ciclismo, della mountain bike e del cicloturismo in genere. Quello che infatti potrebbe essere visto come un piccolo punto di sfavore per muoversi in auto, per chi è abituato alle autostrade, alle veloci – e inquinate – tangenziali, qui si rivela una vera e propria manna per i ciclisti. La rete stradale lucana è infatti costituita principalmente da strade provinciali, comunali e da fantastiche interpoderali che collegano, dipingendo come nei più bei quadri impressionisti, linee di colore che dividono scenari naturali ancora incontaminati.

Qua e là intersecandosi collegano, come i puntini di un disegno che via via si compone, le contrade e i molti borghi lucani dell’entroterra, fornendo agli appassionati delle due ruote muscolari, ma anche alle più moderne e-bike centinaia di chilometri di percorsi ciclo-pedonali. Alcuni di questi corrono lungo vecchie linee ferroviarie oggi dismesse e convertite in magnifiche e suggestive piste ciclabili.

Planimetria 7° tappa credit: GirodItalia.it

L’ultima volta del Giro in queste terre fu l’ottobre del 2020 quando la “carovana rosa” attraversò la Basilicata e Matera, che ha avuto il privilegio di essere luogo di arrivo e di partenza di due tappe distinte del Giro d’Italia, la sesta e la settima. Risalendo dalla Calabria, attraverso il Parco Nazionale del Pollino – fra scenari naturalistici incontaminati dove regna incontrastato il rarissimo pino Loricato. Andiamo ora a scoprire un po’ di più dei territori toccati dal giro 2022 in Basilicata cercando di dipingere per i nostri lettori alcuni ipotetici itinerari cicloturistici tra questi luoghi e il borgo di Castelsaraceno.

Da Maratea a Castelsaraceno in bicicletta

L’itinerario Maratea – Castelsaraceno è di 54 Km e si può percorrere con tre possibili vie, la più breve e suggerita è per la SP3 Tirrena. Il dislivello positivo è pari a +1.689m; quello negativo è invece di -991m.

La quota minima raggiunta è di 213 m s.l.m., quella massima di 1.253 m. Come si evince dalla grafica sopra, la durata media del tragitto in bicicletta è di circa 4 ore e 45 minuti. Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa.

Fa parte della provincia di Potenza e un po’ come Rio de Janeiro ha il suo redentore. Maratea è il porto della Lucania, infatti è l’unico centro della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno, attraverso il golfo di Policastro. Con merito è definita la perla del Tirreno, luogo di vacanze estivo molto frequentato e apprezzato dai turisti non solo italiani ma di tutto il mondo.

Maratea è una località turistica dai versatili paesaggi, dagli inebrianti profumi di mare e fiori, che la rivestono in ogni angolo, di rocce accarezzate dai raggi del sole al punto da creare vibranti giochi di luce. Mare e montagna, dalla spiaggia una puntatina al fresco estivo, per visitare il borgo di Castelsaraceno e il ponte tibetano più lungo del mondo.

Da Trecchina a Castelsaraceno in bicicletta

L’itinerario Trecchina – Castelsaraceno è di 45 Km e si snoda dapprima sulla SS 585 per poi passare sulla più tranquilla e – ciclisticamente parlando – suggestiva SP 19. Il dislivello positivo è pari a +1.295m; quello negativo è invece di -883m. La quota minima raggiunta è di 225 m s.l.m., quella massima di 1.253 m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 4 ore. Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

Borgo dalla storia millenaria che la riporta a radici greche del 480 a.c. da esuli della Heraclea Trachinia. Nel IV secolo a.c. fu anche “castrum” romano. La centrale e frequentata Piazza del Popolo accoglie i visitatori protagonista della vita che scorre lieta, nella zona più nuova di Trecchina e denominata “Piano”.

Nei suoi variopinti giardini, soprattutto in estate, si organizzano eventi di diversa vocazione, come mostre di pittura, artigianato, prodotti tipici e arte contadina, oltre a coinvolgenti spettacoli teatrali e concerti sotto la luna.
Imponenti spiccano i palazzi in stile tardo liberty voluti dagli emigrati in Brasile, tra i quali si possono ammirare l’ex Palazzo Scarpitta e il Palazzo Mainone. Il borgo antico ha invece le sembianze del tipico centro-storico medioevale in cui si concentrano vicoli stretti e caratteristici e sorge proprio intorno al Palazzo Baronale-Castello, tanto da essere denominato “Castello”, di cui sono visibili solo una torre merlata e resti di mura.

Morbido, profumato e gustoso è il “Pane di Trecchina”, fiore all’occhiello dei sapori che contraddistinguono la cucina di questa città dell’entroterra tirrenico.

Panoramica di Lauria – Credit: Guido Sangineto

Da Lauria a Castelsaraceno in bicicletta

L’itinerario Lauria – Castelsaraceno è di 33 Km e si snoda sulla più tranquilla e – ciclisticamente parlando – suggestiva SP 19. Il dislivello positivo è pari a +1.015m; quello negativo è invece di -604m.

La quota minima raggiunta è di 482 m s.l.m., quella massima di 1.253 m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 2 ore e 50 minuti.
Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

Attorno ai resti di castel Ruggero abbarbicato sulla rocca dell’Armo riecheggia parte della storia del paese il cui nucleo originario, probabilmente, sorge nel X secolo. Passeggiando lungo il centro storico sono evidenti i segni tipici dell’epoca medioevale rivelati a partire dai resti del suo castello. L’antico borgo conserva traccia delle antiche origini nelle abitazioni arroccate alla collina, nelle caratteristiche viuzze che a loro volta s’inerpicano costituendo archi, portici e armoniosi motivi architettonici.

Una cucina rurale e genuina dove a dominare sono la rugosità della pasta fatta in casa, il profumo della carne cotta alla brace o al forno, formaggi e salumi locali e profumati e saporiti dolci. I “rascatiddi”, meglio noti come gnocchi, e poi le “lagane”, tagliatelle con i fagioli, sono specialità locali cui seguono secondi piatti dai gusti più classici a quelli più forti come gli “gliummariddi”, involtini con interiora o la trippa. Da non perdere a Lauria sono i prodotti da forno come il “pizzàtulu”, focaccia bianca o al pomodoro, o il “picciddàtu”, un goloso dolce pasquale a forma di ciambella.

Massiccio del Sirino – Lago Sirino. Credit: SiViaggia .it

Il Monte Sirino (da Pecorone) in bicicletta

Salita di tappa del 105° Giro d’Italia

SVILUPPO IN CHILOMETRI22 km
ALTEZZA ALLA PARTENZA778 m
ALTEZZA ALL’ARRIVO1.525 m
PUNTO PIÙ ALTO1.525 m
PERCENTUALE MEDIA DI SALITA 3.4 %
PERCENTUALE MASSIMA DI SALITA 3.4 %
Altimetria e sviluppo della salita di tappa del giro d’Italia al Monte Sirino

Da Pecorone a Castelsaraceno, in bicicletta

L’itinerario Pecorone – Castelsaraceno è di 26 Km e si snoda sulle SP 19 e SP 36. Il dislivello positivo è pari a +691m; quello negativo è invece di -561m.

La quota minima raggiunta è di 683 m s.l.m., quella massima di 1.253 m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 2 ore.
Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

Tra le montagne e il mare, Nemoli offre una piacevole sosta a chi vuole esplorare la Basilicata tirrenica, dalle spiagge di Maratea fino alle giogaie del Monte Sirino. I primi insediamenti nella zona risalgono al V secolo avanti Cristo. Nel Medioevo l’abitato, che si chiamava Il Bosco, appartenne a Lauria e poi fu accorpata al territorio di Rivello. A metà del Seicento accolse un folto gruppo di valdesi, cacciati dal Piemonte provenienti dalla vicina Calabria. A farne un Comune indipendente fu la Repubblica Partenopea del 1799. Dal 1806, la costruzione della Strada delle Calabrie portò benessere e incremento demografico. Nella zona sorsero mulini e stabilimenti per la lavorazione del ferro e del rame. Nel centro del paese, si ammirano alcuni pregevoli portali e il loggiato, in stile napoletano, del settecentesco Palazzo Filizzola. La chiesa di Santa Maria delle Grazie, del XVII secolo, conserva una statua policroma della Madonna in stile bizantino (XIV secolo), un’acquasantiera del 1512 e un elegante rosone. A qualche chilometro dal paese il Lago Sirino, che si raggiunge dai caselli di Lagonegro e Lauria Nord.

Particolare dell’acquedotto “Cavour” a Sarconi

Da Sarconi a Castelsaraceno, in bicicletta

L’itinerario Sarconi – Castelsaraceno si snoda su tre possibili itinerari. Quello consigliato da noi è di 28 Km e si snoda sulla più tranquilla e – ciclisticamente parlando – suggestiva SP 19 Moliternese. Può essere anche considerata la SP 36 dell’Armizzone, altrettanto bella.
Il dislivello positivo è pari a +834m; quello negativo è invece di -558m.

La quota minima raggiunta è di 635m s.l.m., quella massima di 1.293m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 2 ore e 30 minuti.

Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

Lasciando il borgo di Castelsaraceno alle spalle, il paesaggio che si gode arrivando a Sarconi porta verso due significativi esempi di ingegneria idraulica presenti in Val d’Agri: l’acquedotto “Cavour” e il mulino sul fiume Maglia. Il paese è famoso per il suo fagiolo “tabacchino” IGP, che viene esportato a livello internazionale, celebrato nell’annuale Festa del Fagiolo che si svolge ad agosto.
L’acquedotto “Cavour”, invece venne realizzato nel 1890 con una serie di canali a strapiombo lungo il fiume Maglia, è sostenuto su maestose arcate in muratura di pietra e mattoni pieni e rappresenta l’unico esempio conservato nella Regione. In località Madonna del Carmine, si trova il mulino ad acqua. L’edificio, con tipica struttura a “torre” ed una macchina idraulica a ruota orizzontale, è stato restaurato e ripreso, con particolari effetti scenografici, in alcune sequenze del film “Basilicata coast to coast”.

Panoramica del borgo di Grumento Nova. Credit: Wikipedia

Da Grumento a Castelsaraceno, in bicicletta

L’itinerario Grumento – Castelsaraceno si snoda su tre possibili itinerari. Quello consigliato da noi è il più scorrevole di 43,6 Km e si snoda sulla SS 598 di Fondo Valle d’Agri. Questo percorso è il più adatto ai cicloturisti che amano scorrevolezza. Gli altri due sonpo più brevi, ma altrettanto affascinanti e dal carattere più adatto a “scalatori”.
Il dislivello positivo è pari a +659m; quello negativo è invece di -479m.

La quota minima raggiunta è di 342 m. s.l.m., quella massima di 911 m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 2 ore e 45 minuti.

Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

La città venne fondata con il nome di Saponaria nel 954 d.C., da una colonia di abitanti provenienti da Grumentum (antica colonia romana, di cui oggi si può visitare il sito archeologico adiacente l’attuale città) fuggiti dalla loro città a causa delle invasioni saracene avvenute intorno all’anno 878. La città romana di Grumentum fu definitivamente distrutta nell’anno 1031. Grumento Nova sorge a 780 m s.l.m. in Val d’Agri nella parte centro-occidentale della provincia.

Vista aerea di Viggiano – Credit: Gianfranco Grieco

Da Viggiano a Castelsaraceno, in bicicletta

L’itinerario in bici tra Viggiano e Castelsaraceno si può percorrere su due possibili varianti. Quello consigliato da noi è di 28 Km e si snoda sulla più tranquilla e – ciclisticamente parlando – suggestiva SP 19 Moliternese. Può essere anche considerata la SP 36 dell’Armizzone, altrettanto bella.
Il dislivello positivo è pari a +834m; quello negativo è invece di -558m.

La quota minima raggiunta è di 635m s.l.m., quella massima di 1.293m. La durata media del tragitto in bicicletta è di circa 2 ore e 30 minuti.
Clicca sulla grafica per aprire il percorso-mappa

Viggiano è un comune di 3.366 abitanti della provincia di Potenza. Posto lungo versante occidentale dell’alta Val d’Agri è noto per la sua lunga tradizione legata alla musica popolare e, in particolare, alla costruzione delle arpe. Viggiano fu nei secoli luogo di provenienza di molti musicanti itineranti che contribuirono ad esportare brani e tradizioni in tutto il mondo. Molti di loro ebbero l’opportunità di militare in orchestre sinfoniche di livello internazionale. Come centro religioso ospita il santuario della Madonna Nera che costituisce uno dei centri di spiritualità e di fede mariana più importanti del Sud Italia. È anche noto come luogo di estrazione di petrolio e per la presenza del più grande giacimento petrolifero sulla terra ferma d’Europa, che ha contribuito in larga parte a rendere l’Italia il sesto produttore di petrolio a livello europeo e questo piccolo comune molto ricco per via delle royalty derivanti.

Gli altri comuni lucani interessati dalla settima tappa del Giro d’Italia 2022 sono: Marsicovetere, Calvello, Abriola, Pignola e Sellata.

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